DIMMI CHE CARTA USI….

È ormai noto che le nostre decisioni si formano prima a un livello del tutto inconsapevole, e soltanto successivamente entrano nella nostra coscienza facendoci agire in conseguenza.

Se vi siete mai occupati o avete un qualche interesse per la grafologia (la disciplina che osserva l’uomo nel suo modo di esprimersi attraverso la scrittura) potreste essere colpiti dal fatto che la nostra personalità emerge dall’analisi di un gesto che non è solo quello di scrivere, ma anche di come e con che cosa lo facciamo.

 

Nell’atto di scrivere tutto dice qualcosa di noi: la firma con i suoi ghirigori, i piccoli segni di punteggiatura, lo spessore del tratto, come vengono scritti i numeri, persino gli spazi bianchi.

Ma non solo questo.

C’è chi prova piacere nello scegliere una carta particolare, una penna prestigiosa piuttosto che una a sfera, un colore d’inchiostro insolito; altri invece sostengono di non attribuire alcuna importanza al mezzo con cui scrivono, né alla qualità della carta, né al colore e alla brillantezza dell’inchiostro. In ogni caso ognuna di queste scelte o decisioni, positiva o negativa, è comunque espressiva di un’esigenza interiore spesso per noi non riconoscibile.

Il foglio su cui scriviamo rappresenta il nostro universo, lo spazio con cui ci confrontiamo e che possediamo.

In alcuni studi si evidenzia che chi ama scrivere su fogli grandi, magari anche girandoli in senso orizzontale per dare maggiore ampiezza allo sviluppo del tracciato, esplicita temperamenti molto più espansivi, intraprendenti ed affermati rispetto a chi piega il foglio in due o addirittura in quattro, limitando così il proprio spazio vitale e il proprio campo d’azione.

Usare fogli a righe o a quadretti esprime il bisogno di gestire le proprie azioni secondo abitudini consolidate che diano conforto e sicurezza.

I temperamenti attivi e combattivi ricercano l’attrito di una carta più ruvida, che sembra opporre resistenza alla propria scrittura; mentre i tipi più accomodanti, gli impazienti, i frettolosi e i nervosi, tendono ad utilizzare anche inconsapevolmente la carta molto liscia, sulla cui superficie la penna scivola in modo scorrevole.

Chi pone sempre la ragione in primo piano opterà per la carta bianca, mentre le persone più sensibili e empatiche seguiranno l’andamento del loro umore nella scelta di una carta da lettere colorata, dai toni più o meno neutri o vivaci.

Quindi, volendo parafrasare un detto conosciuto, a ognuno la sua carta.

E allora provate a fare così: prendete il taccuino, il foglio o il quaderno che preferite, appoggiatelo sulla scrivania o su un tavolo davanti a voi e, prima di iniziare a scrivere qualsiasi cosa desideriate, fermatevi ad osservarne attentamente le caratteristiche.

Potreste scoprire aspetti del vostro carattere che non immaginavate….

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