PAOLO FOX: L’ANNO CHE (NON) VERRÀ

In una delle puntate televisive in cui è comparso a fine 2019, Paolo Fox ha dato una eccezionale dimostrazione di come la preveggenza sia una scienza dai contorni piuttosto sfumati.

Tra le molteplici profezie sull’anno che sarebbe venuto, il noto astrologo (se così si definisce la categoria) ha dichiarato che il 2020 sarebbe stato “un anno di crescita, addirittura vantaggioso per i viaggi e gli spostamenti” e che “tra gennaio e maggio avrete una bellissima situazione”, il tutto corroborato da fior di grafici esplicativi.

Non ho niente contro gli oroscopi, e in particolar modo quelli di Paolo Fox. Anzi. Mia moglie se ne fa una cultura ogni fine anno e, se il suo segno ha indicazioni positive, vivo relativamente tranquillo e sereno fino alla prima smentita proveniente dalla cruda realtà. Sono anche moralmente vicino alla categoria dei vaticinatori delle stelle che credo abbia subito dal 2020 un colpo durissimo, al pari dei ristoratori, degli alberghi e dei negazionisti anti-pandemie.

Tuttavia, dopo questa ferale esperienza, mi chiedo cosa potranno dirci i suddetti vaticinatori riguardo ai futuri dodici mesi. Contagi o vaccini? Crollo dell’economia o ripresa sfrenata?  Viaggi all’estero o segregazioni domiciliari?

Non li invidio davvero. Però aspetto comunque fiducioso le profezie di fine anno.

Non per me, ovviamente. Per mia moglie.

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